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        <title><![CDATA[Stories by Dipartimento per la trasformazione digitale on Medium]]></title>
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            <title>Stories by Dipartimento per la trasformazione digitale on Medium</title>
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            <title><![CDATA[Ascoltare il territorio, per il post PNRR]]></title>
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            <dc:creator><![CDATA[Dipartimento per la trasformazione digitale]]></dc:creator>
            <pubDate>Wed, 15 May 2024 09:04:39 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2024-05-15T15:36:37.874Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra marzo e aprile abbiamo svolto sei tavoli di ascolto per i Comuni di tutta Italia, con l’avvio di una comunità di pratica per guardare al domani della digitalizzazione</em></p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/960/1*qUXceMkmpcLAKGgifDrKtQ.jpeg" /></figure><p>Creare una rete di amministratori e referenti comunali con cui consolidare un percorso di crescita, che vada oltre il PNRR, con l’intento di valorizzare esperienze locali di successo, in un’ottica di condivisione e accrescimento reciproco: <strong>è questo l’obiettivo della comunità di pratica che il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri sta avviando con i Comuni di tutta Italia</strong>.</p><p>Un percorso cominciato durante l’ultima <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/correva-lanno-2026-i-comuni-digitali-dalla-40%C2%AA-assemblea-nazionale-anci-alla-fine-del-pnrr-3a66723f2cbf">Assemblea ANCI di Genova, con l’organizzazione di quattro tavoli di ascolto in presenza per oltre 40 amministrazioni comunal</a>i, che sta proseguendo in questi mesi con specifici momenti di condivisione nelle diverse aree del Paese.</p><h3><strong>Confronto con il territorio</strong></h3><p>Tra il 19 marzo e l’11 aprile del 2024 il <strong>Dipartimento per la trasformazione digitale, grazie al contributo dei suoi team territoriali, ha infatti organizzato sei incontri locali.</strong> Gli appuntamenti hanno coinvolto circa <strong>70 amministrazioni</strong>, nello specifico:</p><p><strong><em>19 marzo — Tavolo Nord Est</em></strong><em>: Comuni di Cervignano del Friuli, Mogliano Veneto, Parma, San Pier d’Isonzo, Valvasone Arzene e Zero Branco; le Unioni Comuni Modenesi Area Nord, Pedemontana Parmense e Terre d’acqua; la Provincia di Rimini.<br></em><strong><em>19 marzo —Tavolo Centro</em></strong><em>: Comuni di Antrodoco, Baradili, Canino, Macerata, Marino, Nuoro, Pioraco, Prato, San Gemini e San Giustino.</em><br><strong><em>20 marzo — Tavolo Sud Est</em></strong><em>: Comuni di Campobasso, Craco, Crispiano, Manfredonia, Melfi, Mirabello Sannitico, Monopoli, Monteroni, Pescara, Pietrabbondante, Pineto, Sulmona, Taranto, Tito e Vastogirardi.<br></em><strong><em>21 marzo — Tavolo Nord Ovest</em></strong><em>: Comuni di Alessandria, Borgo Vercelli, Casale Monferrato, Collegno, Donnas, Garzigliana, Mele, Sangano, Sarre, Serra Ricco, Stella, Vercelli; Unione Comuni Olimpici Via Lattea.<br></em><strong><em>27 marzo — Tavolo Sud Ovest</em></strong><em>: Comuni di Camini, Candidoni, Guardia Sanframondi, Milo, Mirabella Eclano, Monteverde, Mussomeli, Petrizzi, Pietrapaola, San Filippo del Mela, Santa Elisabetta e Sanza.<br></em><strong><em>11 aprile — Tavolo Lombardia</em></strong><em>: Comuni di Acquanegra Cremonese, Costa Volpino, Cremona, Crotta D’Adda, Monzambano, Seriate, Spinadesco, Spino d’Adda, Suzzara e Volta Mantovana.</em></p><p>Oltre nove ore di confronto con <strong>Sindaci e Assessori, Segretari comunali, Responsabili per la Transizione al Digitale (RTD), dirigenti e funzionari</strong> per iniziare a discutere sui grandi temi che accompagneranno le amministrazioni comunali nei prossimi anni.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*nLTiPknIofbDc4kQTWmvXg.jpeg" /></figure><p>A due anni dalla pubblicazione dei primi Avvisi pubblici di PA digitale 2026 diventa sempre più una responsabilità comune <strong>riflettere in un’ottica post-PNRR</strong>, ed è proprio con questo spirito che abbiamo organizzato il ciclo di appuntamenti di ascolto.</p><p>Quali saranno le sfide che dovranno affrontare i Comuni, se vogliamo che il PNRR sia davvero occasione e strumento di una trasformazione digitale da cui non si torna indietro? <strong>Come possiamo consolidare quel percorso di trasformazione digitale facilitata dagli Avvisi di PA digitale 2026? </strong>Quali sono le strategie da mettere in campo per associare all’offerta di nuovi servizi digitali una profonda revisione dei processi interni? Queste le domande che hanno animato la discussione, permettendo ai partecipanti di <strong>raccontare la propria esperienza, condividere difficoltà e iniziare a riflettere sulle vere sfide dei prossimi mesi</strong>.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/857/1*pydILX_zpWjCpYN7jshugA.png" /></figure><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*1qpFPIgevLQcX85Ndm5rgQ.png" /></figure><h3><strong>Costruire una rete, partendo dai contenuti</strong></h3><p>Negli ultimi due anni il Dipartimento si è reso protagonista di numerose attività di comunicazione e informazione, per raggiungere nel modo più capillare ed efficace i Comuni di tutta Italia. <strong>Questo è stato reso possibile tramite la fattiva collaborazione con ANCI, nell’ambito dell’Accordo istituzionale firmato tra le parti nel maggio del 2023</strong>.</p><blockquote>Grazie alle opportunità dello stesso Accordo abbiamo deciso di intensificare le attività per le amministrazioni comunali, introducendo un ulteriore metodo di lavoro, orientato all’ascolto e alla co-progettazione, per dar voce alle PA locali, vere protagoniste di questa fase.</blockquote><p>Una fase caratterizzata da due obiettivi importanti e ambiziosi. Un primo obiettivo di contenuto: <strong>intercettare, grazie all’ascolto, le questioni e le problematicità meno tecniche e più strutturali alle amministrazioni locali, fatte emergere dal PNRR</strong>. Il secondo di metodo: fare tutto questo mettendo in contatto Comuni diversi per dimensione e appartenenza geografica, <strong>permettendo ai loro referenti di conoscersi, raccontarsi e prendere spunto l’uno dall’altro</strong>.</p><h3><strong>I prossimi passi del percorso</strong></h3><p>Conclusa questa prima fase di ascolto, che tra l’Assemblea ANCI di Genova e i tavoli di ascolto locali ci ha permesso di entrare in contatto circa 100 amministrazioni, <strong>il percorso della comunità di pratica prosegue con un ciclo di laboratori tematici</strong>. Prendendo spunto da quanto emerso nei momenti di ascolto, individueremo dei filoni di approfondimento su cui focalizzare attività laboratoriali di co-progettazione.</p><blockquote>L’obiettivo dei nuovi appuntamenti sarà costruire possibili soluzioni comuni alle principali questioni affrontate, partendo dal racconto di quanto già messo in campo e cercando quindi di individuare buone pratiche replicabili e soprattutto scalabili.</blockquote><p>Il tutto si basa sulla convinzione che per rendere un processo di trasformazione digitale realmente pervasivo e duraturo sia necessario affiancare alle straordinarie risorse economiche previste dal PNRR e all’assistenza quotidiana fornita dai team territoriali del Dipartimento<strong> la costruzione di una comunità viva, aperta e inclusiva di amministrazioni comunali, capace di interrogarsi sulle sfide e sulle opportunità del digitale</strong>.</p><p><em>Se fai parte di un Comune, ti occupi di digitale e vuoi partecipare ai prossimi appuntamenti, scrivici a laboratori@innovazione.gov.it</em></p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=717d40e6f617" width="1" height="1" alt=""><hr><p><a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/ascoltare-il-territorio-per-il-post-pnrr-717d40e6f617">Ascoltare il territorio, per il post PNRR</a> was originally published in <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale">Blog per la trasformazione digitale</a> on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.</p>]]></content:encoded>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Correva l’anno 2026, i Comuni digitali dalla 40ª Assemblea nazionale ANCI alla fine del PNRR]]></title>
            <link>https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/correva-lanno-2026-i-comuni-digitali-dalla-40%C2%AA-assemblea-nazionale-anci-alla-fine-del-pnrr-3a66723f2cbf?source=rss-83416b0f6c9a------2</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Dipartimento per la trasformazione digitale]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 14 Dec 2023 14:30:19 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2023-12-14T15:57:51.859Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 24 al 26 ottobre a Genova il Dipartimento ha promosso una serie di tavoli di ascolto per mettere a fuoco opportunità e sfide della digitalizzazione a quasi due anni dagli Avvisi pubblicati su PA digitale 2026, provando a lanciare anche un primo sguardo oltre il PNRR</p><p><em>contenuto a cura di Matteo Vabanesi, Fabrizio De Rosa e Daniele De Bernardin, Comunicazione del Dipartimento per la trasformazione digitale</em></p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*t9UqFiEH2iBPoD-mnN7wxw.jpeg" /></figure><p>Il percorso verso il 2026 prosegue senza soste, delineando in maniera sempre più chiara come il digitale debba essere un alleato imprescindibile per rafforzare l’azione amministrativa sul territorio, potenzialmente contribuendo al superamento di storiche carenze strutturali degli enti. È questa la fotografia che emerge dai tavoli di ascolto promossi dal Dipartimento per la trasformazione digitale alla 40ª Assemblea nazionale ANCI, tenutasi a Genova dal 24 al 26 ottobre.</p><blockquote>Un appuntamento che ha visto protagonisti sindaci, assessori, dirigenti e funzionari di 40 Comuni suddivisi in quattro gruppi di lavoro, impegnati a tracciare un primo bilancio degli Avvisi pubblicati su PA digitale 2026 e proporre alcune istantanee dal futuro, per consolidare la transizione digitale anche al di là del PNRR.</blockquote><h3>Il Dipartimento in ascolto</h3><p>La quasi totalità dei Comuni italiani (il 99%) ha aderito agli Avvisi pubblicati sulla piattaforma PA digitale 2026, oltre 800 progetti sono già stati completati, superando con successo l’asseverazione (le verifiche di conformità richieste) e ricevendo le risorse previste dagli Avvisi, con le amministrazioni che concordano sui vantaggi della digitalizzazione per offrire servizi digitali semplici, moderni e inclusivi a imprese e cittadini, oltre che per snellire le attività della “macchina” comunale.</p><blockquote>L’Assemblea ANCI del 2023, a metà strada rispetto alle scadenze del PNRR, ci sembrava quindi il momento opportuno per passare il microfono ai protagonisti della digitalizzazione più vicini al territorio, ovvero sindaci e amministratori locali, per raccogliere testimonianze e avere riscontri sulle strategie per il digitale messe in campo dal Dipartimento.</blockquote><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*HRXWOq2H6pcQhxYSvHrD8g.jpeg" /></figure><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*B75q8L-q-gyrs-D0xjeqyw.jpeg" /></figure><p>Lo stand allestito a Genova, un vero e proprio luogo d’incontro per le amministrazioni italiane sul tema del digitale, è stato così la cornice di un format strutturato per ribaltare le dinamiche che spesso bloccano il dialogo nei seminari di settore. Un momento intitolato “<strong>Il Dipartimento in ascolto</strong>”, dove sindaci, assessori, responsabili della trasformazione digitale, referenti ICT e dirigenti comunali, appartenenti ad amministrazioni di diverse dimensioni e provenienti da tutto il Paese, hanno lavorato in quattro piccoli gruppi con momenti di<strong> <em>brainstorming</em> orizzontali e aperti</strong>, moderati dagli esperti del Dipartimento, per immaginare benefici e potenziali sfide del digitale al 2026.</p><p>Costruito intorno a sessioni della durata di un’ora e trenta minuti ciascuna, la struttura del format ha previsto quattro momenti chiave, suddivisi, nell’ordine, intorno a un momento di<em> ice breaking</em> dedicato alla valutazione dell’esperienza utente (una fase di apertura, dedicata appunto a “rompere il ghiaccio” tra i partecipanti), una seconda fase dove abbiamo provato a giocare con il tempo, lavorando sulle aspettative prima e dopo la messa a terra del PNRR; e un momento finale dedicato alla comunicazione virtuosa verso i cittadini. A conclusione delle sessioni, suggerimenti e punti di vista sono stati mappati e raggruppati. Ecco di seguito cosa ne è emerso.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*jF51QqVow0rVUX3hLkn05w.jpeg" /></figure><h3>Digitale vuol dire rafforzare le competenze</h3><p>C’è una parola che ricorre con frequenza tra i gruppi di lavoro: competenze, intese sia come necessità di una formazione continua del personale della macchina comunale, in un’ottica di crescita delle abilità digitali; sia come risorse per ridurre il divario digitale (<em>digital divide</em>) che interessa parte della popolazione, e che rischia di vanificare i processi di trasformazione digitale in atto nel Paese. Secondo i partecipanti, infatti, “<strong>le risorse umane sono la chiave della digitalizzazione</strong>”, sottolineandone il valore non solo a livello specialistico ma anche nella pratica quotidiana, dove personale preparato e motivato è fondamentale per snellire i processi amministrativi interni, oltre ad assumere un ruolo centrale nell’aiutare i cittadini a familiarizzare con il digitale.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*nKK3g73EwtvOZIAQIs578g.jpeg" /></figure><blockquote>Spesso gli operatori sono il primo punto di contatto con le persone, sono di fatto dei <em>touchpoint </em>per dirlo con un termine preso dal design dell’esperienza utente (<em>user experience</em>), e si rivelano essenziali nell’evidenziare i vantaggi del digitale, collegandolo a temi quali risparmio, trasparenza, semplicità, efficacia amministrativa.</blockquote><p>Motivo per cui, anche riflettendo su come consolidare il “salto” in avanti permesso dal PNRR, molti amministratori ritengono opportuno che il digitale sia oggetto di <strong>piani di formazione</strong> obbligatoria gestiti a livello centrale, alla stregua di quanto si verifica per temi come la trasparenza e l’anticorruzione. Alcuni sindaci, inoltre, auspicano che si possano migliorare le modalità di assunzione, investendo in profili ad alto tasso di digitalizzazione, spesso ancora poco valorizzati nella disciplina che inquadra tecnici e funzionari.</p><p>Trattare un argomento come le competenze significa, necessariamente, parlare anche di riduzione del divario digitale: secondo l’indice Desi, alla voce Capitale umano solo il 46% delle persone in Italia possiede competenze digitali almeno di base, rispetto a una media europea del 54%. Un aspetto cruciale per esercitare al meglio i diritti di cittadinanza, che è ben noto agli amministratori presenti a Genova, in particolare per quanto riguarda l’incidenza del divario generazionale, un tema di grande rilievo vista la composizione demografica nazionale. Accompagnare gli anziani, ma più in generale le persone che incontrano difficoltà con gli strumenti digitali, è una delle sfide che vede protagonisti i Comuni, sostenuti in questo dalle <strong>iniziative messe in campo dal Dipartimento per favorire l’inclusività: i Punti digitale facile, il Servizio civile digitale e il Fondo per la Repubblica digitale.</strong></p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*QaOKyS-jO6_qqcDAiEehMw.jpeg" /></figure><h3>Digitale vuol dire avere una governance di sistema</h3><p>Connettività, standardizzazione, interoperabilità, servizi digitali, sicurezza, monitoraggio dei dati: c’è un filo rosso che lega i processi di digitalizzazione, la necessità di una governance di sistema. Se il passaggio a una dimensione digitale permette infatti di superare la frammentazione dell’azione amministrativa, sia nel rapporto tra Comuni e PA Centrali sia nella gestione ordinaria del territorio, l’azione del Dipartimento diventa centrale per consolidare una strategia unitaria, con una visione coerente, per evitare il rischio di un’Italia a più velocità, dove anche gli enti virtuosi perderebbero i vantaggi derivanti da un’innovazione di tipo sistemico. E questo è un tema che emerge con chiarezza, dai tavoli di ascolto promossi a Genova, soprattutto guardando a un orizzonte più ampio rispetto agli obiettivi del PNRR.</p><p>Alcuni sindaci vorrebbero così rilanciare l’importanza del Piano Triennale per l’informatica, strumento strategico per eccellenza nell’indicare linee di sviluppo e innovazione; altri, per non disperdere il patrimonio infrastrutturale e immateriale (in termini di competenze, metodi, processi), vorrebbero che a livello centrale venissero individuati degli obiettivi sempre più ambiziosi, “alzando l’asticella” del digitale sempre più in alto. Una sfida che non può prescindere dal coinvolgimento istituzionale a più livelli nel definire un’agenda digitale aggiornata al 2030 a tutto vantaggio dei cittadini.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*rZ6-FR5yB4fU7xyN3Enenw.jpeg" /></figure><p>Certo, strettamente collegato al tema della governance c’è quello relativo alle risorse: non poche amministrazioni paventano come il 2026 possa rivelarsi un momento critico per la programmazione e il mantenimento degli standard digitali. Il rischio da evitare è quello che i Comuni debbano trovarsi nella situazione di prendere impegnative scelte di bilancio: abbandonando gli investimenti fatti nel digitale, a vantaggio del mantenimento di altri servizi. Per garantire la sostenibilità del sistema, secondo i partecipanti ai tavoli, c’è quindi anzitutto bisogno di gestire al meglio le economie derivanti dagli avanzi di spesa degli Avvisi PNRR, anche se per rendere strutturale l’innovazione potrebbero rivelarsi necessari nuovi strumenti finanziari ad hoc, piuttosto che una rimodulazione di alcuni vincoli di bilancio.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*TxENPM-HNOK_G12bw6qyaw.jpeg" /></figure><h3>Digitale vuol dire semplificare e rivedere processi</h3><p>C’è un aspetto che rallenta e appesantisce le amministrazioni comunali, l’esistenza di diverse procedure e per l’accesso ai fondi PNRR delle diverse Missioni e più in generale la gestione dei progetti. Un problema che si amplifica ulteriormente volendo anche includere altre tipologie di finanziamenti europei e non a cui hanno accesso gli Enti. Una situazione che rischia di penalizzare soprattutto i Comuni più piccoli, dove la carenza di personale, che spesso deve essere supportato in prima persona proprio dal sindaco, rende più complicato seguire tutte le procedure, con conseguente perdita di efficacia nell’azione amministrativa.</p><p>In quest’ottica, è stato particolarmente apprezzato dai sindaci il lavoro di semplificazione condotto dal Dipartimento con la piattaforma <strong>PA digitale 2026</strong>, più volte citata come esempio virtuoso di gestione amministrativa. Uno strumento che, unito alla costante presenza sul territorio dei team del Transformation office, ha facilitato l’accesso alle risorse del PNRR dedicate al digitale, pur con la necessità di qualche aggiustamento per seguire con efficacia il ciclo di vita degli Avvisi.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/921/1*YwKO6MhNQDj7lj1BQEkxoA.jpeg" /></figure><p>Un capitolo a parte meritano, poi, alcuni degli strumenti messi a disposizione dal Dipartimento per favorire l’implementazione degli Avvisi, su tutti le Linee guida per i soggetti attuatori. La necessità di aggiornarle nel tempo, per seguire puntualmente l’evoluzione delle Misure e assicurare la realizzazione di progetti di qualità, ha portato alcuni Comuni ad essere particolarmente prudenti nel dichiarare il completamento delle attività. Complessità di processo che hanno riguardato anche alcune scelte fatte a livello europeo sull’impostazione stesso del PNRR che, per esempio, non riconosce le Unioni di Comuni come soggetti attuatori di alcuni Avvisi. Tematiche che il Dipartimento ha scelto comunque di affrontare impostando dei percorsi agevolati sulla piattaforma PA digitale 2026 per venire incontro alle esigenze delle aggregazioni territoriali.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/861/1*B_MnTJNTn2ssPOVJsNJ5rw.jpeg" /></figure><h3>Digitale vuol dire comunicare</h3><p>Realizzare servizi digitali, renderli accessibili e inclusivi, utilizzare sistemi di autenticazione digitale, migrare le applicazioni in cloud, aumentare la sicurezza dei sistemi, favorire l’interoperabilità tra le banche dati, permettere pagamenti digitali, digitalizzare le notifiche, utilizzare l’app IO: <strong>la trasformazione digitale però a cosa serve se non arriva al cittadino?</strong> La domanda può sembrare una provocazione, ma in realtà si tratta di un aspetto ben conosciuto da sindaci e amministratori comunali, che si trovano quotidianamente a contatto con le persone e hanno già individuato alcune strategie, che vorrebbero rafforzare e sostenere con campagne nazionali, anche con elementi di comunicazione coordinata.</p><blockquote>Un primo elemento in tal senso individuato nei tavoli è la necessità di abbinare canali fisici e digitali, tradizionali e innovativi.</blockquote><p>Molte amministrazioni, ad esempio, utilizzano le reti di relazioni nei quartieri come occasione, anche informale, di veicolare informazioni sull’utilizzo degli strumenti digitali, oltre che per promuovere sostegno attivo verso la popolazione, con particolare riguardo agli anziani. Biblioteche, parrocchie, centri di aggregazione, comitati di quartiere, nei Comuni più piccoli addirittura le farmacie: sono luoghi dove la disseminazione digitale arriva più in profondità, in sinergia con quanto promosso dal Dipartimento con la costruzione della rete nazionale di punti di facilitazione digitale (i Punti Digitale facile).</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/921/1*Sqdxotvr7fpb6vHw46lgWw.jpeg" /></figure><p>Sempre in quest’ottica, per arrivare preparati al 2026, un altro elemento considerato fondamentale è il <strong>coinvolgimento delle scuole</strong>, sia per il traino delle giovani generazioni, sia per arrivare in maniera indiretta alle famiglie, e quello delle associazioni del terzo settore, in particolare se attive nel sociale. Canali informali ai quali, sempre restando nel “fisico”, detto che televisione, carta stampata e comunicazione digitale sono tutti considerati strumenti proficui, alcuni amministratori invitano a non sottovalutare l’efficacia della cartellonistica.</p><h3>L’Accordo tra ANCI e il Dipartimento</h3><p>A maggio di quest’anno il <a href="https://innovazione.gov.it/notizie/comunicati-stampa/siglato-l-accordo-con-anci-per-accompagnare-i-comuni-nell-attuazione-del-pnrr/">Dipartimento e ANCI hanno firmato un accordo per sostenere i Comuni nel processo di trasformazione digitale</a>. Momenti come quelli organizzati a Genova, permessi proprio dall’Accordo, rappresentano una scelta di metodo, basato sull’ascolto e sul confronto, per costruire insieme ai Comuni un percorso di accompagnamento dedicato. Grazie agli spunti emersi durante la tre giorni, infatti, nei prossimi mesi il Dipartimento e ANCI rafforzeranno gli appuntamenti informativi dedicati agli Avvisi, che dall’avvio dell’Accordo hanno già raccolto oltre 8<a href="https://youtube.com/playlist?list=PLLZQsns4g-N6RTy-RgLLEcibk8bxWjZNH&amp;si=KINIXFmbRCqpl3VQ">.000 partecipanti nei primi 12 webinar organizzati.</a></p><p>Per il 2024 è previsto anche l’avvio di uno specifico <strong>percorso di formazione sulla digitalizzazione dedicato al personale dei Comuni</strong>, con la produzione di una serie di strumenti operativi e modelli amministrativi standard per l’implementazione dei progetti. Non solo, l’Accordo prevede inoltre il <strong>rafforzamento di una community di amministratori attivi sul digita</strong>le: una rete con cui costruire percorsi virtuosi di condivisione per il beneficio di tutti.</p><blockquote>Proprio per questo motivo è nostra intenzione replicare momenti come quelli di Genova, che sono serviti a consolidare una metodologia di lavoro e soprattutto a coinvolgere Comuni che intendono intraprendere un percorso insieme noi.</blockquote><p>Se volete partecipare con noi a questo percorso, potete <a href="https://padigitale2026.gov.it/team-territoriali">contattare il vostro team territoriale di riferimento per ricevere tutte le informazioni del caso</a>.</p><p>Rafforzare le competenze, promuovere una governance di sistema, uniformare le procedure, comunicare il digitale:<strong> è la collaborazione che permettere di rendere concreta la trasformazione digitale del Paese</strong>, con la consapevolezza ben radicata tra i sindaci che il 2026 non sarà un punto d’arrivo ma di partenza.</p><p><em>Si ringrazia per la fondamentale collaborazione tutti gli Enti che hanno accettato di partecipare ai tavoli di confronto: Comune di Alessandria, Comune di Barletta, Comune di Bastia Umbra, Comune di Benna, Comune di Bergamo, Comune di Brescia, Comune di Caltanisetta, Comune di Cantù, Comune di Carbonia, Comune di Castel del Giudice, Comune di Castel Ritaldi, Comune di Cento, Comune di Cinisello Balsamo, Comune di Colobraro, Comune di Daverio, Comune di Dicomano, Comune di Francavilla al Mare, Comune di Fusignano, Comune di Gualdo Tadino, Comune di Jesi, Comune di Mara, Comune di Monreale, Comune di Montefortino, Comune di Monza, Comune di Padova, Comune di Pescopennataro, Comune di Porto Sant’Elpidio, Comune di Potenza, Comune di Rossiglione, Comune di San Nazzaro Sesia, Comune di San Salvo, Comune di Stintino, Comune di Taranto, Comune di Visco, Comune di Viterbo, Consorzio dei Comuni Trentini e Unione Bassa Reggiana.</em></p><p><em>I contributi emersi e l’approccio costruttivo dei partecipanti hanno permesso di rendere questi incontri dei preziosi momenti di condivisione.</em></p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=3a66723f2cbf" width="1" height="1" alt=""><hr><p><a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/correva-lanno-2026-i-comuni-digitali-dalla-40%C2%AA-assemblea-nazionale-anci-alla-fine-del-pnrr-3a66723f2cbf">Correva l’anno 2026, i Comuni digitali dalla 40ª Assemblea nazionale ANCI alla fine del PNRR</a> was originally published in <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale">Blog per la trasformazione digitale</a> on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.</p>]]></content:encoded>
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            <title><![CDATA[Newsletter PA digitale 2026, cosa abbiamo imparato]]></title>
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            <dc:creator><![CDATA[Dipartimento per la trasformazione digitale]]></dc:creator>
            <pubDate>Wed, 05 Apr 2023 07:46:39 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2023-04-05T07:46:39.675Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<p><em>Un questionario per gli iscritti ci ha permesso di capire meglio il lavoro fatto in questi mesi, indicandoci la via per future evoluzioni</em></p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/600/1*sdc-TbnlRnIgpeau4xzAaw@2x.jpeg" /></figure><p>PA digitale 2026 è la piattaforma che permette alle Pubbliche Amministrazioni di accedere ai fondi PNRR dedicati alla transizione digitale. Lanciata a novembre del 2021, oggi la piattaforma è utilizzata dal 99% dei Comuni e Scuole italiane, gestisce oltre 40.000 progetti, e ha permesso l’allocazione di oltre 2 miliardi di euro.</p><p>Quando siamo partiti con il progetto, ci siamo posti l’obiettivo di “sfruttare” l’iniziativa non solo per facilitare l’accesso ai fondi del PNRR, velocizzando di fatto la digitalizzazione della PA, ma anche di creare e consolidare nel tempo una community di amministratori locali protagonisti della transizione al digitale. Per farlo, mesi prima della pubblicazione dei primi Avvisi, abbiamo deciso di lanciare una newsletter dedicata, che permettesse da un lato di “preparare il terreno” con informazioni pratiche e anticipazioni, dall’altro di iniziare a costruire un percorso condiviso con gli iscritti.</p><blockquote>Dopo un anno di attività, e oltre 24.000 iscritti, abbiamo deciso di riflettere su quanto fatto, inviando a tutta la community un questionario di gradimento per comprendere meglio cosa fosse, o non fosse, funzionato in questi 12 mesi.</blockquote><p>Questo contenuto è il racconto di com’è andata, di cosa abbiamo imparato, e di come potremmo migliorare.</p><h3><strong>Chi ha risposto al questionario</strong></h3><p>Al questionario, pubblicato il 31 gennaio e promosso per le prime 2 settimane di febbraio, hanno risposto 744 persone, per lo più iscritte alla newsletter sin dal suo lancio, e in rappresentanza dei Comuni.</p><p>La newsletter, seppur dedicata principalmente alle PA, è aperta a tutti, <strong>non sorprende quindi che tra le risposte ricevute, 50 (poco più del 6%) arrivassero dal mondo della fornitura</strong>. Un dato in linea con quello più generale degli iscritti, che vede tra le oltre 24.000 iscrizioni, 1.408 partner tecnologici (5,8%). Come vedremo dopo, questa tipologia di utente ha palesato, più di altri, specifiche esigenze rispetto a contenuti e frequenza dello strumento.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*Ll8XmhdLEpFaEW2DpiHPUw.png" /></figure><p>Per quanto riguarda i Comuni, i rispondenti fanno parte di Enti medio-piccoli, con 33% di essi con una popolazione tra i 5.000 e 20.000 abitanti, e circa il 27% con meno di 2.500 abitanti.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*keM-rYv8NXtoBcDzc0JjPA.png" /></figure><p>Una delle domande poste dal questionario ha riguardato la modalità di lettura della newsletter, con l’obiettivo di comprendere quanto e come fossero letti i diversi contenuti riportati mese dopo mese. Abbiamo così scoperto che sono pochi i lettori che approfondiscono ogni singolo contenuto della newsletter: solo 64 sui 744 rispondenti. <strong>La stragrande maggioranza di essi invece scorre velocemente la newsletter approfondendo solo i contenuti di interesse.</strong></p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*RS5WJa-Lc_9fqVAF8ksj3Q.png" /></figure><p>Grazie a questa domanda è stato possibile notare però in maniera molto chiara le differenze tra le diverse tipologie di utenti.</p><blockquote>Mentre infatti solo l’8% dei rappresentanti di realtà comunali e scolastiche ha dichiarato di “approfondire ogni contenuto della newsletter”, il dato sale al 26% se si considerano le risposte dei fornitori.</blockquote><h3><strong>Cosa ha funzionato e cosa vorremmo migliorare</strong></h3><p>Partiamo da un dato, positivo, che riguarda in generale il tasso di gradimento della newsletter: il 91,6% dei rispondenti ha dichiarato di essere abbastanza (57,1%) o molto (34,5%) soddisfatto della newsletter.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*Jc5xGST9-WkWdwVNu-Uhpw.png" /></figure><p>In particolare sembrano essere graditi gli aggiornamenti e chiarimenti sugli Avvisi di PA digitale 2026, gli annunci su nuove opportunità e infine gli approfondimenti di materiali tecnici.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*lpD0hBDdM_sfCLPG_2-bhQ.png" /></figure><p>Ma come visto prima, è entrando nelle sfaccettature delle diverse categorie di rispondenti che emergono gli aspetti più interessati. Mentre infatti i rappresentanti del mondo comunale e scolastico sono generalmente soddisfatti della ricorrenza mensile della newsletter (oltre l’80%), i fornitori hanno dichiarato che vorrebbero fosse più frequente (28%). <strong>Discorso analogo per la quantità di contenuti: se Comuni e Scuole sembrano essere generalmente soddisfatti, i partner tecnologici ne richiederebbero di più</strong>. Il 32% di essi infatti vorrebbe più contenuti, quasi il doppio rispetto al dato medio dei rispondenti (17%)</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*tIQj_nMGJQmOQOKhKdsmEA.png" /></figure><p>Un primo elemento da migliorare riguarda il fatto di avere una versione unica della newsletter per tutte le tipologie di utenti: una decisione quasi inevitabile, considerando che il target principale dello strumento erano (e sono) proprio i soggetti attuatori del PNRR (le PA locali), ma che comunque ci ricorda l’opportunità di ipotizzare strumenti di comunicazione <em>ad hoc</em> anche per i fornitori.</p><h3><strong>Prossimi passi</strong></h3><p>Con il 2023 entra nel vivo la fase implementativa e realizzativa del PNRR: dopo che le PA locali hanno aderito agli Avvisi dovranno infatti realizzare i progetti per cui hanno ricevuto un decreto di finanziamento. Questo di fatto, a livello di scelte editoriali per la newsletter, traccia automaticamente la via su due direzioni diverse, ma parallele.</p><p>La prima ci viene restituita dai dati appena analizzati: la crescente centralità dei partner tecnologici. <strong>Sarà quindi necessario ipotizzare maggiori e migliori canali di comunicazione anche con il mondo della fornitura.</strong></p><p>Per la seconda direttiva, ci vengono ancora in aiuto i risultati del questionario. Alla domanda “Di quali altri argomenti vorresti leggere”, la metà dei rispondenti ha dichiarato di voler accedere a un maggior numero di contenuti tecnici funzionali all’implementazione degli Avvisi. Allo stesso tempo il 41% dei partecipanti ha dichiarato di voler ricevere comunicazioni targettizzate in base al proprio profilo.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*2kfAomJP19D-dQYSF0d-_A.png" /></figure><p>Queste due risposte di fatto evidenziano quanto sia importante anche far evolvere gli strumenti di comunicazione in base sia all’avanzamento dei singoli progetti, ma anche alle specifiche esigenze dei lettori.</p><p><strong>Tutto il percorso che abbiamo voluto avviare con l’iniziativa PA digitale 2026 ha sempre voluto avere come stella polare l’ascolto e la condivisione</strong>: dai <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/pa-digitale-2026-lutente-al-centro-della-progettazione-59eeda5b4e40">test di usabilità per lo sviluppo della piattaforma</a>, alle storie che raccontiamo attraverso la rubrica social “Destinazione PA digitale 2026” (<a href="https://www.linkedin.com/posts/dipartimentotrasformazionedigitale_pa-digitale-2026-cologno-monzese-activity-7002934969698283520-_NaG?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop">Cologno Monzese</a>, <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7020746055889694721">Messina</a>, <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7031987360447803392">Bressanone</a> e <a href="https://www.linkedin.com/posts/dipartimentotrasformazionedigitale_destinazione-padigitale2026-comune-di-activity-7042130934665490432-55b7?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop">Uta</a>.), in cui abbiamo intervistato RTD e dirigenti IT che in alcuni Comuni italiani stanno contribuendo concretamente alla digitalizzazione del Paese.</p><blockquote>Grazie a questo ascolto tentiamo di migliorare il lavoro che facciamo e il servizio che rendiamo alle PA locali grazie alle opportunità del PNRR.</blockquote><p>Con il questionario vogliamo quindi prendere i consigli giunti dai nostri lettori come indicazioni operative su come far evolvere il nostro strumento: aumentare le comunicazioni targettizzate in base alla tipologia di utenti, con un’attenzione particolare ai contenuti tecnici e ipotizzando nuovi strumenti dedicati al mondo della fornitura. Ce lo prendiamo come impegno, ma soprattutto come un’opportunità.</p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=9077fe759665" width="1" height="1" alt=""><hr><p><a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/newsletter-pa-digitale-2026-cosa-abbiamo-imparato-9077fe759665">Newsletter PA digitale 2026, cosa abbiamo imparato</a> was originally published in <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale">Blog per la trasformazione digitale</a> on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.</p>]]></content:encoded>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[PA digitale 2026, l’utente al centro della progettazione]]></title>
            <link>https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/pa-digitale-2026-lutente-al-centro-della-progettazione-59eeda5b4e40?source=rss-83416b0f6c9a------2</link>
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            <category><![CDATA[design]]></category>
            <category><![CDATA[user-experience]]></category>
            <category><![CDATA[egovernment]]></category>
            <category><![CDATA[accessibility]]></category>
            <category><![CDATA[egov]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Dipartimento per la trasformazione digitale]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 30 May 2022 09:07:58 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2022-05-30T10:09:19.940Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<p><em>Co-progettazione, test di usabilità e dialogo costante: l’importanza dell’ascolto in un progetto ambizioso e innovativo</em></p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*EB-R4WyEMm3qR2o9WepA3w.png" /></figure><p><a href="https://padigitale2026.gov.it/">PA digitale 2026</a> è la piattaforma che consente alle PA di accedere ai fondi del PNRR dedicati alla transizione digitale. Un punto unico di accesso per accompagnare Comuni, Scuole e ASL nel percorso informativo di candidatura, rendicontazione e assistenza che permette loro di accedere ai circa 3 miliardi di euro messi a disposizione dal Dipartimento per la trasformazione digitale.</p><p>Nell’ideazione e progettazione della piattaforma, abbiamo deciso che se si vuole realmente incentivare un percorso di coesa e armoniosa digitalizzazione nelle PA locali, noi come Dipartimento della Presidenza del Consiglio responsabile per la crescita dei servizi digitali, dovevamo essere i primi a cambiare il nostro approccio proprio verso le PA locali.</p><blockquote><em>Per questo motivo abbiamo deciso di mettere l’utente al centro del percorso di progettazione e sviluppo della piattaforma, coinvolgendo nelle varie fasi i rappresentanti delle PA locali.</em></blockquote><h3><strong>Le scelte nella progettazione</strong></h3><p>Il gruppo di lavoro interno del Dipartimento che ha seguito, e continua a seguire, il progetto è composto da esperti con competenze trasversali: UX/UI design, content design/UX writing, aspetti legali, relazioni istituzionali, data science, amministrazione, sviluppo e comunicazione. Una scelta fondamentale, e che si è rivelata vincente, viste le numerose implicazioni di un progetto complesso con una portata così ampia.</p><p>Il metodo adottato per la progettazione di PA digitale 2026, ispirato ai principi della centralità dell’utente e della filosofia agile, corrisponde al processo in <a href="https://designers.italia.it/kit/">5 fasi proposto da Designers Italia</a>.</p><ol><li>Organizzare — pianificare e coordinare l’impostazione del lavoro dal punto di vista gestionale e operativo.</li><li>Comprendere — chiarire il contesto di fruizione con l’analisi e la ricerca utente.</li><li>Progettare — immaginare e prototipare l’interazione fra utente e punto di accesso digitale.</li><li>Realizzare — costruire e sviluppare lo strumento.</li><li>Validare — scoprire come monitorare e valutare le performance.</li></ol><p>Queste fasi sono state seguite sia nella parte iniziale, di definizione del <em>brief</em> e proposta del concept di progetto, sia nei momenti successivi di progettazione vera e propria.</p><p>All’inizio delle attività è stata prevista una fase di analisi (comprendere) e raccolta di informazioni sui vari temi rilevanti, grazie al contributo dei <em>stakeholder</em> interni ed esterni. Le attività di ricerca e mappatura delle informazioni sono state svolte attraverso <a href="https://designers.italia.it/kit/interviste-utenti-stakeholder/">interviste</a> e <a href="https://designers.italia.it/kit/analisi-contesto/">schematizzazioni del contesto</a> con gli strumenti a disposizione su Designers Italia.</p><p>Successivamente si è passati a ipotizzare un <em>concept</em>, anche attraverso <a href="https://designers.italia.it/kit/co-progettazione/">sessioni di co-progettazione</a>, che permettesse di indirizzare in modo ottimale gli obiettivi informativi e funzionali della piattaforma, attraverso una proposta di progetto che permettesse fin dall’inizio <em>by design</em>, utilizzando il design system del Paese, e <em>by default</em>, di rispondere alle linee guida di riferimento per il design dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione e per l’accessibilità degli strumenti informatici.</p><p>Particolare cura è stata messa nella validazione dell’accessibilità, e nella predisposizione di percorsi migliorativi di questa, perché progettare un’interfaccia significa decidere chi includere, e chi no, se fatto senza consapevolezza.</p><h3><strong>L’inizio del progetto</strong></h3><p><em>Estate–autunno 2021</em></p><p>Il gruppo di lavoro interno del Dipartimento per la trasformazione digitale si è costituito a luglio del 2021. Sin da subito è stato deciso di avviare un tavolo di lavoro insieme ad ANCI, l’associazione che unisce i Comuni italiani, proprio per il centrale ruolo che il PNRR conferisce all’ente più vicino alle esigenze del cittadino.</p><p>I colleghi di ANCI che ci hanno accompagnato in questo viaggio hanno segnalato un numero di enti da coinvolgere in una serie di sessioni dedicate alla costruzione dell’<a href="https://designers.italia.it/kit/architettura-informazione/">architettura dell’informazione</a>. Grazie all’utilizzo di piattaforme di collaborazione visiva online, abbiamo cercato di capire quale fosse il modo migliore di organizzare le informazioni sulla piattaforma.</p><blockquote><em>L’obiettivo del progetto era chiaro, ma al tempo stesso ambizioso: andare oltre l’abituale processo di richiesta fondi, creando un’esperienza interamente online che facilitasse il lavoro alle amministrazioni grazie a uno strumento semplice e immediato.</em></blockquote><p>Come noto la piattaforma PA digitale 2026 è andata online a metà novembre del 2021, con l’obiettivo di accompagnare le PA in vista dell’apertura degli avvisi pubblici, avvenuta nell’aprile del 2022.</p><p>La prima sessione di co-progettazione svolta con i rappresentanti di alcuni Comuni si è focalizzata sui seguenti punti:</p><ul><li>condivisione dell’architettura dell’informazione per la piattaforma pre-apertura degli avvisi;</li><li>brainstorming sul nome del progetto;</li><li>validazione dell’architettura dell’informazione in vista dell’apertura degli avvisi;</li><li>validazione del mockup del sito per la sua pubblicazione pre-apertura degli avvisi.</li></ul><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*kISOQdz5YaadljGGdCDS_w.png" /><figcaption><em>Schermate dalla sessione di co-progettazione su PA digitale 2026</em></figcaption></figure><p>Tra le evidenze che sono emerse da parte delle amministrazioni, la necessità di navigare le opportunità permettendo di filtrare gli avvisi per tipologia di PA beneficiaria. Al tempo stesso nell’organizzazione delle informazioni, vista la complessità regolamentare della materia, una delle richieste è stata quella di far emergere in maniera chiara il contesto normativo di riferimento per l’iniziativa, un elemento decisivo per districarsi nelle complessità del tema.</p><p>Fondamentale è stato anche un coinvolgimento delle amministrazioni nella scelta del nome per la piattaforma. Sin da subito ci è stato suggerito di non sovraccaricare il “brand” con parole come “bando”, che avrebbe appesantito il messaggio rispetto all’obiettivo, facendo invece emergere il tema del digitale. Il nome “PA digitale 2026” ha permesso in questo senso di rendere chiaro: target (le PA), l’ambito (il digitale), e la prospettiva (il 2026).</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*w2aHaN8CGkonAeXUG3Q2ZA.png" /><figcaption><em>Schermate dalla sessione di co-progettazione su PA digitale 2026</em></figcaption></figure><h3><strong>Il go-live della piattaforma</strong></h3><p><em>Autunno–inverno 2021</em></p><p>Il <em>feedback</em> ricevuto è stato assorbito nello sviluppo finale della piattaforma prima della messa online il 15 novembre del 2021. I primi mesi di PA digitale 2026 hanno avuto due principali obiettivi: da un lato avviare un percorso informativo dedicato alle PA locali, dall’altro ascoltare la reazione dei comuni alle funzionalità della piattaforma.</p><p>Proprio per questo motivo a dicembre si è dato il via ai test di usabilità.</p><p>I <a href="https://designers.italia.it/kit/test-usabilita/">test di usabilità</a> sono delle sessioni di osservazione diretta dell’interazione tra un utente e un servizio digitale, in questo caso PA digitale 2026. I test sono abitualmente svolti assegnando all’utente uno o più attività da svolgere, analizzando poi il suo comportamento nel portarli a termine. Nello specifico le attività da svolgere erano quattro:</p><ol><li>Individuare quali sono le misure adottate per l’amministrazione di riferimento.</li><li>Inviare il modulo per la richiesta di chiarimenti e se ci sono tutte le informazioni necessarie.</li><li>Capire se le successive fasi progettuali, le tempistiche e l’intero processo in generale sono chiari all’utente.</li><li>Capire se ci sono tutte le principali FAQ sul sito e se sono esplicitate correttamente.</li></ol><p>Grazie alla collaborazione con ANCI, sono stati individuati 9 rappresentanti di enti locali, permettendoci di svolgere dei test sia da dispositivi <em>desktop</em> che <em>mobile</em>. Il tasso di successo delle diverse attività è stato di oltre il 97%, ma soprattutto la sessione ci ha permesso di far emergere suggerimenti e spunti per migliorare le funzionalità e le informazioni di PA digitale 2026. Per esempio è stato suggerito di guidare il più possibile il sistema di <em>ticketing</em> per richiedere assistenze all’help desk di PA digitale 2026, introducendo una compilazione guidata prima dell’invio del messaggio. Funzionalità che è stata effettivamente implementata in piattaforma.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*tbvOVa8C7UtEnlCDe5P6-Q.png" /><figcaption><em>Relazione di rendicontazione sui test di usabilità</em></figcaption></figure><h3><strong>I primi avvisi</strong></h3><p><em>Primavera 2022</em></p><p>Dopo la prima fase informativa, l’architettura dell’informazione, come anche le funzionalità di PA digitale 2026, hanno subito un forte cambiamento. La novità principale ha riguardato la pubblicazione dei primi avvisi pubblici dedicati alle PA locali: identità digitale (SPID/CIE), app IO, pagoPA, migrazione al cloud ed esperienza dei cittadini nei servizi pubblici.</p><p>Questo ha richiesto la progettazione, lo sviluppo e successiva pubblicazione dell’area riservata del sito, la parte più ambiziosa del progetto. Qui le PA possono attivare il proprio profilo mediante l’autenticazione via SPID del rappresentante legale, candidarsi agli avvisi, rendicontare i progetti e ricevere assistenza dedicata. Nuove funzionalità che hanno aumentato la complessità della piattaforma, e che hanno quindi richiesto un ulteriore sforzo di condivisione con le amministrazioni locali.</p><p>Grazie alla <em>newsletter</em> mensile di PA digitale 2026 abbiamo dato la possibilità alla <em>community</em> di partecipare al miglioramento della piattaforma, e abbiamo quindi pubblicato un modulo per iscriversi ai nuovi test di usabilità.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*PRPEAKD3FFPrXNvHuNuecQ.png" /></figure><p>Tra gli oltre 40 iscritti, abbiamo scelto 8 partecipanti il più eterogenei possibili, per coprire le varie aree del paese, diverse tipologie di PA e soprattutto i vari incarichi all’interno delle amministrazioni. Con loro abbiamo organizzato delle video-chiamate ad hoc per testare alcune funzionalità chiave.</p><p>A differenza della prima sessione dei test di usabilità, è stato deciso di creare due percorsi diversi: uno per l’utente “rappresentante legale”, che ha il compito principale di attivare il profilo della sua amministrazione, e uno per l’utente “incaricato” che viene invitato dal rappresentante legale, e che quindi deve procedere all’accesso dopo uno specifico invito.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*4TJp3DcIcqt23u9ACA__rg.png" /><figcaption><em>Dati sui partecipanti al seconda sessione di test di usabilità</em></figcaption></figure><p>Nonostante alcune minime differenze, i task si sono soffermati sul capire:</p><ul><li>se l’accesso all’area riservata fosse intuitivo;</li><li>se la scrivania e l’area riservata in generale fossero chiare all’utente;</li><li>se il processo disegnato per l’invito dei collaboratori fosse chiaro;</li><li>se fosse semplice accedere alla sezione di supporto e alla richiesta di assistenza.</li></ul><p>Come prevedibile queste ulteriori sessioni ci hanno permesso di verificare la bontà del lavoro svolto fino a quel momento, dando la possibilità all’utente tipo (es. il rappresentante di un comune) di: registrare il profilo dell’ente, candidarsi ad un avviso e richiedere assistenza.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*wroiXa1WaqNLpgkbP6bcuQ.png" /><figcaption><em>Relazione di rendicontazione sui test di usabilità</em></figcaption></figure><p>Nonostante alcune chiare criticità siano emerse, la sessione ci ha permesso soprattutto di guardare al domani e alle future evoluzioni della piattaforma.</p><blockquote><em>Non è un caso se abbiamo definito le “criticità” delle “opportunità”, perché crediamo che qualsiasi appunto possa venire dalle PA locali, sia uno stimolo per migliorare il nostro lavoro.</em></blockquote><p>Proprio in queste settimane siamo al lavoro per cercare di recepire quanto emerso dalle sessioni, progettando ulteriori momenti di confronto con le PA locali sul funzionamento della piattaforma.</p><h3><strong>Gli inevitabili compromessi ed errori fatti</strong></h3><p>È evidente che la complessità del procedimento amministrativo, per come è stato sempre concepito, non è facilmente “trasferibile” sul digitale. Un processo che andrebbe ripensato e semplificato in modo nativamente digitale: in alcuni casi questo è riuscito, in altri non è stato possibile.</p><p>Questo per dire che non tutto quello che era stato pensato è stato effettivamente realizzato: dalla volontà di andare oltre la pubblicazione di PDF non propriamente accessibili, alla necessità di configurare modalità di firma più armoniose con altre scelte tecnologiche implementate in piattaforma.</p><p>PA digitale 2026 non è uno strumento perfetto, è un inizio, che però ci ha fatto comprendere che, piccole conquiste alla volta, è possibile scardinare l’immaginario comune di una Pubblica Amministrazione respingente e non digitale.</p><h3><strong>Perché facciamo tutto questo</strong></h3><blockquote><em>Se il digitale può permettere di semplificare il rapporto tra cittadini e PA, questo non vuol dire che il processo di digitalizzazione sia qualcosa di semplice. Richiede non solo la ridefinizione dei processi interni degli enti, ma anche l’avvio di una nuova stagione nel rapporto con le istituzioni centrali. Questo è il nostro ambizioso obiettivo, per far sì che grazie al PNRR si sviluppi un metodo di lavoro più agile e condiviso, che possa divenire una nuova caratteristica distintiva per la Pubblica Amministrazione italiana</em></blockquote><blockquote><em>— Ministro Vittorio Colao, </em><a href="https://www.ancicomunicare.it/2022/04/22/comunicare-magazine-5-2022/"><em>ANCI Comunicare Magazine 5/2022</em></a></blockquote><p>In poco meno di 2 mesi dal lancio di PA digitale 2026 si sono registrate oltre 7.500 PA e sono arrivate più di 13.000 di candidature, con alcune amministrazioni che completano l’iter di richiesta fondi in pochi minuti.</p><p>Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha l’obbligo di dare il buon esempio su cosa deve voler dire progettare dei servizi pubblici, mettendo sempre, in tutte le fasi del processo, l’utente al centro. PA digitale 2026 ha avuto questa ambizione, e continuerà ad averla.</p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=59eeda5b4e40" width="1" height="1" alt=""><hr><p><a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/pa-digitale-2026-lutente-al-centro-della-progettazione-59eeda5b4e40">PA digitale 2026, l’utente al centro della progettazione</a> was originally published in <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale">Blog per la trasformazione digitale</a> on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.</p>]]></content:encoded>
        </item>
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            <title><![CDATA[Premio nazionale competenze digitali: giovani studenti pugliesi artigiani dell’innovazione]]></title>
            <link>https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/premio-nazionale-competenze-digitali-giovani-studenti-pugliesi-artigiani-dellinnovazione-a1a9c8a27f1c?source=rss-83416b0f6c9a------2</link>
            <guid isPermaLink="false">https://medium.com/p/a1a9c8a27f1c</guid>
            <category><![CDATA[3d-printing]]></category>
            <category><![CDATA[3d-modeling]]></category>
            <category><![CDATA[digital-transformation]]></category>
            <category><![CDATA[italy]]></category>
            <category><![CDATA[digital-skills]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Dipartimento per la trasformazione digitale]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 09 May 2022 08:19:33 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2022-05-09T08:19:33.322Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<h4>L’esperienza della scuola di Francavilla Fontana</h4><p><em>Il Team di Repubblica Digitale</em></p><blockquote>“Se si è imparato ad imparare allora si è fatti per imparare”</blockquote><p>È con questa frase di Maria Montessori, che il <a href="https://www.secondocomprensivo.edu.it/">Secondo Istituto Comprensivo “Montessori — Bilotta”</a> di Francavilla Fontana, accoglie i visitatori del proprio sito internet. La scuola del comune pugliese nella provincia di Brindisi, non usa questa citazione impropriamente né come un fiducioso auspicio senza fondamenti concreti, ma piuttosto ne fa una pratica che prende forma e sostanza nelle attività dei suoi piccoli allievi.</p><p>Ma facciamo un passo indietro.</p><p>Nel pensare a come realizzare i premi da assegnare ai vincitori del <a href="https://innovazione.gov.it/notizie/articoli/competenze-digitali-i-4-progetti-vincitori-del-premio-nazionale/">Primo premio nazionale per le competenze digitali</a>, il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito dell’iniziativa <a href="https://innovazione.gov.it/progetti/repubblica-digitale/">Repubblica Digitale</a>, ha avuto l’idea di coinvolgere attivamente le giovani generazioni, e in particolare quelle impegnate nelle attività di making in 3D.</p><p>Grazie alla collaborazione con l’<a href="https://www.indire.it/">Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa</a> è stata individuata la scuola di Francavilla Fontana, da anni impegnata nella sperimentazione nazionale denominata “<a href="https://www.indire.it/progetto/maker-a-scuola/">Maker@scuola</a>”, con cui si promuove l’uso della stampante 3D nell’attività didattica in ogni classe di istruzione.</p><p>Le prime esperienze didattiche nella scuola di Francavilla Fontana si sono svolte nel marzo 2015 (ere geologiche per la stampa 3D!), coadiuvate da un Formatore Maker 3D. “Allora iniziammo con una terza classe della scuola media ma l’entusiasmo fu tale che negli anni successivi si portò l’attività fino alle classi della scuola d’infanzia!”, ci fa sapere Pierfrancesco Vania, il maker che ha accompagnato gli studenti in questo percorso.</p><p>L’ attività didattica svolta in questo Istituto è oggi una pratica quotidiana e non più sporadica o legata a singole iniziative e sono centinaia le ore di progettazione 3D dell’intero istituto. Sulla scorta di questa esperienza, il dirigente scolastico, prof. Tiziano Fattizzo, ha risposto prontamente alla chiamata del Dipartimento per la trasformazione digitale, intuendo anche il valore educativo che il coinvolgimento diretto dei suoi studenti potesse avere. E ci aveva visto giusto: una ragazza parte del gruppo di lavoro che si è poi creato, ha affermato con entusiasmo che le è sembrato di ricevere il primo incarico di lavoro della sua vita.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*RqNQNID-zXCRgEqG" /><figcaption><em>il gruppo di lavoro dei ragazzi, il Dirigente Scolastico (a sinistra) e il Maker (a destra)</em></figcaption></figure><h3><strong>La realizzazione del Premio</strong></h3><p>La notizia del conferimento dell’incarico della realizzazione del premio è stata accolta con grande senso di responsabilità e sfida, non c’era molto tempo a disposizione e bisognava utilizzarlo al meglio.</p><p>Nel primo incontro tra il team del Dipartimento per la trasformazione digitale e la scuola sono stati forniti alcuni elementi utili alla progettazione: le finalità della competizione, il logo di Repubblica digitale, nonché l’elenco delle categorie in concorso.</p><h3><strong>L’ambiente di lavoro</strong></h3><p>L’occasione è stata propizia per iniziare a lavorare nel nuovo “<a href="https://www.secondocomprensivo.edu.it/index.php/didattica/panoramica-didattica/ambienti-di-apprendimento/montessori-creativity-space">makerspace</a>” della scuola denominato “Opificio Bilotta”, a memoria delle radici storiche del locale, anticamente un laboratorio di falegnameria del monastero del XVII secolo in cui oggi ha sede la scuola.</p><p>Il nuovo laboratorio, dotato di tutti gli strumenti più moderni di making (stampanti 3D a filamento e a resina, scanner 3D, LaserCutter, Termoformatrice, Fresa cnc, Tagliapolistirolo a caldo, kit completi di schede microcontrollori Arduino, robot Lego, robot Makebloc, robot umanoide Pepper) è nato grazie all’intervento congiunto di fondi regionali e comunali che hanno permesso di realizzare in una scuola secondaria di primo grado, un ambiente laboratoriale didattico innovativo di altissimo livello.</p><h3><strong>Le fasi progettuali</strong></h3><p>Sono stati costituiti tre gruppi da tre persone ciascuno, ognuno impegnato nell’elaborazione di una propria proposta progettuale.</p><p>Questa fase ha visto i ragazzi confrontarsi sulle idee per dare origine al premio.</p><p>Si è ragionato sul significato di temi come innovazione e competenza e su come poterli rappresentare.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*vkm827OGxONeyPbq" /></figure><p>Una volta che i tre gruppi hanno deciso autonomamente quale indirizzo stilistico seguire per la propria idea progettuale, si è passati alla fase operativa: quella del progetto 3D con Tinkercad.</p><p>Nei tre gruppi di lavoro, ognuno ha iniziato a lavorare singolarmente al PC sviluppando un pezzo del premio e andando continuamente a condividere i risultati per verificare, di volta in volta, se gli accoppiamenti dessero un risultato armonico.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*aToL22Xc0SMnb-fF" /></figure><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*ScBVe5NRH4mh4YNc" /></figure><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*jRbOrtxBB7UAnPE9" /></figure><p>A distanza di una settimana, gli studenti e le studentesse dell’istituto avevano già elaborato tre diverse proposte progettuali, che sono state condivise con il gruppo di lavoro del Dipartimento che ha convenuto di dare libertà e autonomia agli studenti di valutare quella che ritenevano preferibile.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/783/0*x7klCr3kMwwAqX9G" /><figcaption><em>Le tre proposte discusse. Alla fine si punterà sul quella al centro che darà origine alla versione definitiva.</em></figcaption></figure><p>La scelta è ricaduta sul modello che i ragazzi ritenevano più equilibrato, e in grado di sintetizzare ed esprimere tutti i messaggi fondamentali: la presenza delle 3 vele forniva infatti una idea di movimento e di ascensione, associata al tricolore per evidenziare il carattere nazionale della competizione; il piedistallo a gradini di colore oro permetteva invece di inserire le scritte necessarie a distinguere le varie categorie in concorso, l’inserimento del logo di Repubblica Digitale offriva il giusto contesto di riferimento.</p><p>Si è quindi passati alla produzione di un primo prototipo: anche in questo caso, gli studenti hanno valutato il risultato, e deciso di apportare alcune modifiche, funzionali soprattutto ad aumentare le dimensioni del premio, stampando singolarmente le diverse componenti.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/900/0*W9qBxcr-IBWlhNMn" /><figcaption><em>A destra la versione finale del premio. Una volta stampata ci si è resi conto che si poteva osare un po’ di più con l’altezza totale e quindi si è poi giunti alla versione definitiva del premio, a sinistra nella foto.</em></figcaption></figure><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/682/0*xd9SKaSH4yiSFI0h" /><figcaption><em>La versione definitiva del progetto</em></figcaption></figure><h3><strong>Un premio al premio!</strong></h3><p>Il nuovo prototipo è stato quindi condiviso con il gruppo di lavoro del Dipartimento per la trasformazione digitale che, con un po’ di meraviglia per i risultati raggiunti dai ragazzi, ha dato l’ok alla produzione vera e propria.</p><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*cJmmcbspJ2gpkUAZ" /><figcaption><em>i premi nella loro versione finale</em></figcaption></figure><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/0*DrtcIBrXg3kOaRhF" /><figcaption>i vincitori dei premi assieme alla sen. Assuntela Messina, Sottosegretaria per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e a Nello Iacono, coordinatore di Repubblica Digitale</figcaption></figure><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=a1a9c8a27f1c" width="1" height="1" alt=""><hr><p><a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/premio-nazionale-competenze-digitali-giovani-studenti-pugliesi-artigiani-dellinnovazione-a1a9c8a27f1c">Premio nazionale competenze digitali: giovani studenti pugliesi artigiani dell’innovazione</a> was originally published in <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale">Blog per la trasformazione digitale</a> on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.</p>]]></content:encoded>
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            <title><![CDATA[Una Repubblica Digitale e inclusiva per tutti i cittadini]]></title>
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            <dc:creator><![CDATA[Dipartimento per la trasformazione digitale]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 16:34:39 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2020-02-03T16:34:39.575Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<h4>Per avere dei servizi digitali che siano davvero alla portata di tutti è necessario contrastare l’emergenza digitale e ridurre il digital divide del nostro Paese. Un progetto per dare il nostro contributo.</h4><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*qDogw78hXDLZ4u1J7dGU1g.jpeg" /><figcaption><a href="https://unsplash.com/@alinnnaaaa?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText"><em>Alina Grubnyak</em></a><em> su</em><a href="https://unsplash.com/collections/4687777/people?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText"><em> Unsplash</em></a></figcaption></figure><p><a href="https://medium.com/team-per-la-trasformazione-digitale/una-repubblica-digitale-e-inclusiva-per-tutti-i-cittadini-36ae7aee1d1a">Una Repubblica Digitale e inclusiva per tutti i cittadini</a></p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=d589acbb9e72" width="1" height="1" alt=""><hr><p><a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/una-repubblica-digitale-e-inclusiva-per-tutti-i-cittadini-d589acbb9e72">Una Repubblica Digitale e inclusiva per tutti i cittadini</a> was originally published in <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale">Blog per la trasformazione digitale</a> on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.</p>]]></content:encoded>
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            <title><![CDATA[Come essere parte del progetto IO: una guida per gli enti pubblici]]></title>
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            <dc:creator><![CDATA[Dipartimento per la trasformazione digitale]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 16:34:14 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2020-02-03T16:34:14.004Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<h4>IO, l’app dei servizi pubblici, si prepara ad arrivare negli store online. Ora tocca alle Pubbliche Amministrazioni integrarsi a IO e portare sempre più servizi sugli smartphone dei cittadini</h4><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*PPLMdvbf8FIOSkF58Y4aCw.jpeg" /><figcaption>Una schermata della sezione <em>servizi</em> dell’app IO, dove è possibile consultare la lista completa di enti e servizi disponibili</figcaption></figure><p><a href="https://medium.com/team-per-la-trasformazione-digitale/progetto-io-guida-per-gli-enti-pubblici-integrazione-servizi-pubblica-amministrazione-smartphone-cittadini-f290306a611a">Come essere parte del progetto IO: una guida per gli enti pubblici</a></p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=aa4979d26895" width="1" height="1" alt=""><hr><p><a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/come-essere-parte-del-progetto-io-una-guida-per-gli-enti-pubblici-aa4979d26895">Come essere parte del progetto IO: una guida per gli enti pubblici</a> was originally published in <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale">Blog per la trasformazione digitale</a> on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.</p>]]></content:encoded>
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            <title><![CDATA[pagoPA: nasce la società partecipata dallo Stato per i pagamenti digitali in Italia]]></title>
            <link>https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/pagopa-nasce-la-societ%C3%A0-partecipata-dallo-stato-per-i-pagamenti-digitali-in-italia-47bc8b0af978?source=rss-83416b0f6c9a------2</link>
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            <category><![CDATA[pagopa]]></category>
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            <category><![CDATA[teamdigitale]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Dipartimento per la trasformazione digitale]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 16:33:41 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2020-02-03T16:33:41.349Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<h4>La piattaforma per i pagamenti digitali della Pubblica Amministrazione diventa società: un nuovo asset per lo sviluppo digitale e economico del Paese</h4><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*gtsUMTPTzaW5ANiW1Nq8LA.jpeg" /><figcaption><a href="https://unsplash.com/@samuelzeller?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText"><em>Samuel Zeller</em></a><em> su </em><a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText"><em>Unsplash</em></a></figcaption></figure><p><a href="https://medium.com/team-per-la-trasformazione-digitale/pagopa-societa-partecipata-pagamenti-digitali-pubblica-amministrazione-presidenza-del-consiglio-ministri-83d86ea1ecad">pagoPA: nasce la società partecipata dallo Stato per i pagamenti digitali in Italia</a></p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=47bc8b0af978" width="1" height="1" alt=""><hr><p><a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/pagopa-nasce-la-societ%C3%A0-partecipata-dallo-stato-per-i-pagamenti-digitali-in-italia-47bc8b0af978">pagoPA: nasce la società partecipata dallo Stato per i pagamenti digitali in Italia</a> was originally published in <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale">Blog per la trasformazione digitale</a> on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.</p>]]></content:encoded>
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            <title><![CDATA[Un kit per portare i servizi pubblici nel cloud]]></title>
            <link>https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/un-kit-per-portare-i-servizi-pubblici-nel-cloud-92eec482c323?source=rss-83416b0f6c9a------2</link>
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            <category><![CDATA[teamdigitale]]></category>
            <category><![CDATA[cloud]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Dipartimento per la trasformazione digitale]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 16:33:09 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2020-02-03T16:33:09.316Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<h4>Un viaggio in cinque tappe, per individuare i vantaggi, i rischi e le migliori strategie per migrare in cloud alcuni servizi pubblici della Pubblica Amministrazione</h4><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*GWAZJnQKswGnKis6IB9B6g.jpeg" /><figcaption><a href="https://unsplash.com/photos/ndiBRRnb7II?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText"><em>Alexandra Nicolae</em></a><em> su</em><a href="https://unsplash.com/collections/4252465/post-cloud?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText"><em> Unsplash</em></a></figcaption></figure><p><a href="https://medium.com/team-per-la-trasformazione-digitale/migrazione-in-cloud-servizi-pubblica-amministrazione-vantaggi-rischi-strategie-44ec2439bebf">Un kit per portare i servizi pubblici nel cloud</a></p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=92eec482c323" width="1" height="1" alt=""><hr><p><a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/un-kit-per-portare-i-servizi-pubblici-nel-cloud-92eec482c323">Un kit per portare i servizi pubblici nel cloud</a> was originally published in <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale">Blog per la trasformazione digitale</a> on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.</p>]]></content:encoded>
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            <title><![CDATA[Inizia la rivoluzione open source: pubblicate le linee guida sull’acquisizione e il riuso del…]]></title>
            <link>https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/inizia-la-rivoluzione-open-source-pubblicate-le-linee-guida-sullacquisizione-e-il-riuso-del-74b9877672d2?source=rss-83416b0f6c9a------2</link>
            <guid isPermaLink="false">https://medium.com/p/74b9877672d2</guid>
            <category><![CDATA[teamdigitale]]></category>
            <category><![CDATA[software]]></category>
            <category><![CDATA[developers-italia]]></category>
            <category><![CDATA[open-source]]></category>
            <dc:creator><![CDATA[Dipartimento per la trasformazione digitale]]></dc:creator>
            <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 16:31:49 GMT</pubDate>
            <atom:updated>2020-02-03T16:31:49.893Z</atom:updated>
            <content:encoded><![CDATA[<h3>Inizia la rivoluzione open source: pubblicate le linee guida sull’acquisizione e il riuso del software nella Pubblica Amministrazione</h3><h4>Al via l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di pubblicare in open source tutto il proprio codice e di valutare software già esistente prima di realizzarne di nuovo</h4><figure><img alt="" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/1024/1*aM_-1EnEySfutEnrR1bh0A.jpeg" /><figcaption><a href="https://unsplash.com/photos/R-HXWCbCBGU?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Alex Holyoake</a> su <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></figcaption></figure><p><a href="https://medium.com/team-per-la-trasformazione-digitale/open-source-linee-guida-acquisizione-riuso-software-pubblica-amministrazione-fc8d7042d80a">Rivoluzione open source: pubblicate le linee guida su acquisizione e riuso del software nella PA</a></p><img src="https://medium.com/_/stat?event=post.clientViewed&referrerSource=full_rss&postId=74b9877672d2" width="1" height="1" alt=""><hr><p><a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale/inizia-la-rivoluzione-open-source-pubblicate-le-linee-guida-sullacquisizione-e-il-riuso-del-74b9877672d2">Inizia la rivoluzione open source: pubblicate le linee guida sull’acquisizione e il riuso del…</a> was originally published in <a href="https://medium.com/blog-per-la-trasformazione-digitale">Blog per la trasformazione digitale</a> on Medium, where people are continuing the conversation by highlighting and responding to this story.</p>]]></content:encoded>
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